Cassazione, ordinanza della Corte in materia di segnaletica stradale. Attenzione a dove sono collocati i cartelli che indicano l’autovelox

Importante decisione della Corte di Cassazione in materia di segnaletica (e, di conseguenza, della validità delle eventuali sanzioni amministrative in violazione del Codice della Strada).. La questione sollevata è la seguente: nel caso di un’arteria a doppio senso di circolazione con la presenza di un cartello stradale (posto solo in un senso di marcia) che avvisa gli automobilisti della presenza dell’autovelox, l’indicazione ha valore per le due carreggiate e soltanto per quella sul lato della quale è presente il cartello? 
La risposta viene fornita dalla Cassazione con l’ordinanza n. 17205/17. I segnali stradali, precisa la Corte, operano come un "provvedimento amministrativo espresso" nei confronti di chi, "nella condotta di guida, lo percepisce e, dunque, nel senso della sua marcia". Pertanto, quando il cartello è posto in una sola direzione mentre, nel senso opposto di marcia, non risulta la presenza di alcun segnale simile, il segnale non ha validità in quest’ultimo lato della strada, ma solo nel primo.
Luigi Giorgetti
per SNACHANNEL.IT

 

Attenzione a parcheggiare male l’auto. Nei casi più gravi si rischiano fino a 4 anni di reclusione. Le recenti sentenze della Cassazione

Parcheggiare male può significare commettere il reato penale di violenza privata. Posizionare le ruote anteriori sul marciapiede, sostare in senso contrario a quello di marcia, occupare più di un posto auto nonostante la presenza delle strisce che delimitano l’area di posteggio, sono tutti casi molto frequenti e per i quali si hanno apposite sanzioni previste dal Codice della Strada. Tuttavia, la Corte di Cassazione, in una recente sentenza, ha chiarito che impedire con tali comportamenti il passaggio e costringere l’automobilista a non entrare o a non uscire dal proprio spazio costituisce sempre violenza privata (Art. 610 Codice Penale: "Chiunque, con violenza o minaccia, costringe altri a fare, tollerare od omettere qualche cosa è punito con la reclusione fino a quattro anni…"). Dunque, chiudere il passaggio con l’auto (es.: ostruire il passaggio per entrare o uscire dal garage) è reato. 
Con un’altra sentenza, sempre di questi giorni, la Cassazione ha inoltre precisato che parcheggiare “stretto” allo sportello del conducente di un’altra macchina, tanto da non consentirgli di aprirlo, costituisce altresì reato (e questo anche quando il proprietario ben potrebbe entrare dal vano passeggero). 
Luigi Giorgetti
per SNACHANNEL.IT